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Controinformazione

 

 

Gli Amish sono una comunità forse poco conosciuta in Europa, e quel poco che si conosce su di loro è venuto da un noto film con Harrison Ford, “Il testimone”, un film ambientato proprio in una comunità Amish.

Eppure gli Amish non sono poi molto lontani da noi evangelici. Nascono dal protestantesimo del sedicesimo secolo, gli Anabattisti, un gruppo che dalla Svizzera si trasferisce poi negli Stati Uniti, dove ben presto i loro villaggi diventano una sorta di attrazione turistica.  Ma dietro quello che può sembrare a prima vista un'arretratezza, vi è qualcosa che dovrebbe farci pensare. Non sono molto lontani dagli evangelici di quest'epoca, dicevo, e questo proprio a motivo della comune appartenenza al mondo protestante, ma le somiglianze finiscono qua. Diverse sono le culture, le tradizioni e soprattutto il modo porsi di fronte alle esigenze di quest'era, un atteggiamento che sta richiamando l'attenzione di molti e che, in tempi di crisi e di carestie energetiche, potrebbe rivelarsi la via da seguire per molti.

 

Il fatto è che, in un periodo come il nostro in cui i sistemi economico e sociale si avviano verso l’inevitabile collasso, la cultura Amish rimane la sola in grado di dire e insegnare qualcosa su come provvedere ai propri bisogni senza doversi affidare necessariamente alla tecnologia moderna. A ben guardare, gli Amish sarebbero praticamente oggi i soli della società civile a sapersela cavare in caso di collasso energetico ed economico. In periodi in cui la benzina ha oltrepassato il prezzo di 1,50 euro al litro (e anche negli USA si avvia ad avere gli stessi standard), laddove i costi energetici diventano sempre più esorbitanti e soprattutto dove l'uso della tecnologia richiede il prezzo di un'assurda invasione della privacy, ecco che il sistema di vita degli Amish assume un valore ben più alto di quello che si poteva immaginare solo alcuni decenni fa.

Sono completamente autosufficienti, non dipendono dai ricatti della grande industria e non hanno bisogno di subire le pressioni economiche e sociali di questa generazione. Vi pare poco!?

 

Gli Amish non guidano automobili, e anche se di tanto in tanto si lasciano trasportare da alcuni mezzi pubblici, loro non posseggono auto, e sebbene ogni comunità Amish abbia le sue regole specifiche, è praticamente impossibile trovare un vero Amish che abbia una macchina. Per i loro trasporti utilizzano carri e cavalli, usando il treno per le lunghe distanze, e questo porta a pensare come gli aumenti del carburante non influisca più di tanto per loro. Gli occorre solo un po’ di gasolio per far andare le dinamo che alimentano i frigoriferi, perché solitamente usano mulini a vento e altre fonti di energia naturale.

Inutile dire che i cibi che consumano sono tutti parte della loro produzione locale: prodotti dell’orto, carni, pesce e frutta abbondano sulle loro tavole ogni giorno, prodotti liberi dalla speculazione dei prezzi e delle assurde (e costose) regole di mercato.

Quando scende la sera, ecco spuntare lampade di ogni tipo, candele e lanterne, tutte rigorosamente indipendenti dall’allaccio elettrico, con le stufe a legna che forniscono il calore necessario durante l’inverno. Alcuni Amish più conservatori non usano l’impiano idraulico in casa, ma hanno una pompa manuale che parte dal mulino e fornisce l’acqua necessaria. Questo è anche il motivo per cui è facile notare mulini a vento praticamente in ogni fattoria Amish. Si occupano prevalentemente di agricoltura, ma non sono pochi coloro che lavorano anche in cittadine vicine. In tal modo, al di fuori delle loro comunità, a molti Amish è concesso di usare il computer, e alcuni se la cavano anche bene con internet.

La cosa che però rende speciali gli Amish, oltre la loro autosufficienza, è il loro prendersi cura gli uni degli altri. A loro piace molto dire che l’assicurazione migliore di un Amish è la sua stessa comunità. Infatti, quando occorrono fondi per un particolare bisogno, ecco che l’intera comunità si offre per l’aiuto, vuoi con una colletta o anche prestando il proprio sforzo come nel caso della costruzione di una fattoria o di un fienile. Problemi legali con terreni o cause civili tra loro sembrano non esistere, proprio perché non si ha praticamente notizia di situazioni simili tra di loro. Gli Amish sono infatti molto diffidenti verso i tribunali e questo, aggiunto al fatto che sono anche pacifisti, gli consente di non incappare in questo genere di situazioni.

In caso di collasso sociale, gli Amish si ritroverebbero quindi i soli a sapersela cavare senza ausilio energetico o economico, perché sarebbero autosufficienti e non “ricattabili” dai servizi ai quali noi occidentali siamo ormai abituati. E’ infatti impensabile, per noi europei, tentare di vivere senza erogazione di corrente elettrica, cosa che invece gli Amish fanno da secoli. Non ho difficoltà nell’immaginare che, in caso di necessità, siano proprio loro ad insegnarci come andare avanti in casi di forte necessità e mancanza.

 

Naturalmente non voglio idealizzare gli Amish, sia perché non faccio parte della loro cultura e anche perché molte sono le usanze che personalmente non condivido, ma è fuori discussione il fatto che costoro, in un modo o nell’altro, siano tra i popoli più “liberi” del mondo moderno.

Ma il lato migliore degli Amish riguarda certamente la loro fede. Di tradizione protestante, gli Amish hanno un profondo rispetto per le Sacre Scritture che, sebbene con qualche eccesso di zelo, cercano di mettere in pratica anche negli aspetti per noi insignificanti. Mi rendo conto degli inevitabili estremi che si notano nella loro teologia, ma è ovvio che se un popolo vuole tenersi lontano da certe influenze moderne, non può far altro che isolarsi come loro fanno. Ogni apertura diventa infatti un’opportunità per far entrare “la modernità” nelle loro famiglie, cosa che essi non desiderano affatto. Un buon risultato di tale approccio è però quel forte senso di altruismo e di amore che si nota tra la gente Amish, qualcosa di ormai sconosciuto nella nostra società. L’egoismo, tra loro, è praticamente debellato, e quei valori cristiani che tutti noi ci sforziamo di seguire, per loro sono una bella e scontata quotidianità.

E allora, dobbiamo diventare tutti Amish?

Beh, credo che pure volendo, non potremmo farlo. La nostra cultura e il nostro retaggio non ce lo consentirebbero. Con questo articolo ho voluto semplicemente ricordare che però ancor oggi, a differenza di quello che le grandi industrie ci dicono, è ancora possibile vivere con minori sprechi ed esigenze, tutto qua. Certamente la corrente elettrica è assolutamente necessaria e tutti noi ne usufruiamo, e credo che nessuno di noi vorrebbe rinunciare a quelle comode e lecite tecnologie che abbiamo a disposizione, almeno fino a quando continuano ad essere disponibili. Ma in caso di collasso del sistema (cosa molto probabile e, secondo me, non affatto lontana) in caso di problemi mondiali con l’energia o con quei servizi ai quali siamo abituati, ricordiamoci che qualcuno ha dimostrato che con la caparbietà, l’ingegno e anche con qualche rinuncia, è ancora possibile farcela.

E loro, comunque, se la caveranno...

 

 

 

 

 

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