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a cura del Past. Luca Adamo

 

 

Qualcuno ha definito la fede come la mano che afferra le benedizioni che Dio ha provveduto. Personalmente la ritengo un'ottima definizione. Se tu non utilizzerai questa "mano", nessun altro potrà farlo per te. Donare la fede dipende da Dio, ma utilizzarla dipende da te.

Essa non sarà operante in automatico nella tua vita.

Tu dovrai imparare ad usare la misura di fede che è già in te dal momento in cui hai ricevuto Gesù Cristo nel tuo cuore, ma per farlo in modo efficace, occorre che questa fede venga prima sviluppata.

In altre parole, la tua fede deve crescere: "E non ci vantiamo oltre la misura delle fatiche altrui, ma nutriamo la speranza che, crescendo la vostra fede, noi saremo maggiormente considerati secondo i nostri limiti" (2^ Corinzi 10:15).

Il termine crescendo (tradotto dal greco auxano) significa, appunto, "incrementare", "sviluppare". Possiamo pertanto paragonare la fede ad un muscolo. Tutte le persone sulla terra nascono con lo stesso numero di muscoli; per dirla in un altro modo, hanno la stessa misura di muscoli. Eppure, non tutti li sviluppano allo stesso modo.

Così anche i credenti, nascono spiritualmente con la stessa misura di fede, ma poi non tutti la sviluppano allo stesso modo.

Questo è il motivo per cui vi sono credenti che non hanno nessuna difficoltà a ricevere da Dio, a credere in Lui anche per grandi cose, e ve ne sono altri invece che, pur amando il Signore con tutto il loro cuore, non riescono a camminare in fede in modo costante e a ricevere quello che gli occorre. Perciò, sviluppare il muscolo della fede diventa per noi un vero e proprio dovere. La nostra parte come credenti.

 

Come si sviluppa il muscolo della fede? Lo si fa nutrendolo, e poi facendolo agire.

Per parecchio tempo, sin da quando ero bambino, ho sofferto di gravi disturbi alla gola. Ogni anno, in un determinato periodo, si infiammava. Non si trattava però di un semplice arrossamento delle tonsille, ma si formavano delle vere e proprie piaghe al punto da impedirvi di pronunciare anche solo una parola. Quando ciò avveniva, avevo difficoltà anche ad ingoiare, e il tutto era accompagnato da forte febbre e gran debolezza. Il medico faceva ciò che poteva, ma rimane il fatto che ogni anno io sapevo che sarebbe giunto il tanto temuto periodo in cui sarei stato messo k.o per almeno 10 giorni! Il fatto che, nel frattempo, fossi diventato un credente, non aveva migliorato per nulla la situazione. Ogni anno, in un modo o nell'altro, avevo la mia ricaduta. In quanto figlio di Dio avevo una misura di fede, ma non la stavo indirizzando su questo problema. Vedete, non ho mai avuto difficoltà nel credere in Dio riguardo il perdono, o riguardo la Sua misericordia, ma per quanto riguarda la guarigione divina tutto quello che pensavo era che avrei dovuto accettare la mia condizione in quanto, dopo tutto, non sarebbe stato poi così grave un pò di problemi solo una volta l'anno! Ero arrivato al punto in cui credevo che fosse volontà di Dio che io rimanessi con questa infermità... non ricevevo alcun miglioramento perchè la mia fede, riguardo la guarigione divina, non era mai cresciuta. Era rimasta in embrione e non era quindi in grado di sostenermi nel momento del bisogno.

Ma un giorno, ascoltando un predicatore, ho scoperto che Gesù aveva pagato anche per il mio problema (1^ Pietro 2:24). Grazie a Dio per i predicatori! Già, tra le infermità che Gesù aveva portato non vi erano soltanto i tumori o i mali che portano alla morte, ma anche tutte quelle malattie che sebbene non facciano morire, sono però nocive e di certo non sono di benedizione.

 

Molti malati pretendono di ricevere guarigione istantanea pur non essendosi mai curati della loro fede. Eppure, la crescita di un muscolo richiedere del tempo, e se questo muscolo non viene nutrito certo avrà difficoltà poi ad operare. A meno che Dio non manifesti dei doni all'improvviso, la fede personale avrà bisogno di tempo per crescere e operare così con efficacia. Questo, infatti, è quello che è successo a me.

Dopo aver scoperto che in qualche modo avevo possibilità di ricevere guarigione da Dio, ho cominciato a cibare quella fede che avevo tenuto ferma per anni, e la cibavo ascoltando del continuo la sana dottrina sulla guarigione divina. Meditavo le promesse della Parola di Dio e ascoltavo i sermoni sull'argomento. Lo facevo in continuazione, giorno dopo giorno. Alcune di quelle cassette le ho ascoltate più di 30 volte! E mentre facevo questo, la mia fede per la guarigione "mangiava".

Poi prendevo Matteo 8:17, che dice: "Egli ha preso le nostre infermità e ha portato le nostre malattie", mi ponevo davanti allo specchio e lo leggevo a me stesso dicendo: "Luca, tu puoi ricevere la liberazione da questa schiavitù e non sei costretto a subirla ancora! Gesù ha pagato anche per questo. Lui ha già portato su di Sè questo tuo problema, e perciò non c'è bisogno che lo porti anche tu!" Camminavo su e giù per la stanza, ripetendo: "Signore, se tu hai detto di aver portato la mia infermità, allora deve essere proprio così. Quindi, in accordo alla tua Parola, io ricevo la mia guarigione e credo che essa mi appartiene, nel Nome di Gesù!"

Ricordo di aver fatto questo per mesi e mesi. Nonostante ciò, però, l'infiammazione continuava a manifestarsi periodicamente. Allora dicevo: "Non sarò certo io a stancarmi di ascoltare e dichiarare la Parola di Dio sulla guarigione. Ho dalla mia parte la promessa di Gesù. Per quello che mi riguarda, io mi dichiaro guarito. Alleluja!" Passò del tempo e un giorno, guardandomi indietro, mi resi conto che l'ultima volta che ero stato male alle tonsille era stato due anni prima. Avevo ricevuto la mia guarigione!

 

Cosa ho fatto, in quell'occasione? Ho ascoltato, ascoltato ed ancora ascoltato la Parola di Dio: "La fede dunque viene dall'udire, e l'udire viene dalla Parola di Dio" (Romani 10:17). La mia fede personale, quella misura di fede che Dio mi ha donato in qualità di suo figliolo, ha mangiato, si è nutrita con l'ascolto e la meditazione della Parola di Dio ed è stata così in grado di ricevere la guarigione che cercavo.

Quanta Parola abbiamo bisogno di ascoltare?

Non ci sarà mai un giorno nella vita in cui potremo dire di non aver più bisogno di ascoltarla, perchè finché vivremo su questa terra la nostra fede sarà sempre in continuo sviluppo e quindi desiderosa di cibo spirituale. Romani 10:17, infatti, laddove dice che la fede viene dall'udire, il termine tradotto con "udire" ha anche il significato di mantenendosi udendo. L'ascolto è tremendamente importante nella vita di ogni persona, tanto più lo è nella vita di un credente: "Figlio mio, fai attenzione alle mie parole, porgi l'orecchio ai miei detti; non si allontanino mai dai tuoi occhi, custodiscili nel centro del tuo cuore, perchè sono vita per quelli che li trovano, guarigione per tutto il loro corpo" (Proverbi 4:20-22). La Bibbia non ci dice esplicitamente di udire, ma di "porgere l'orecchio". E' quindi chiaro che non sta parlando un ascolto freddo e distaccato, nè di un ascolto meccanico o puramente mentale. La Parola di Dio svilupperà la tua fede solo quando dedicherai del tempo ad ascoltarla con attenzione e a partecipare col tuo cuore a quanto essa dice e insegna. Pensa ad una spremuta d'arancia: ogni frase della Bibbia va spremuta fino a farne uscire tutto il succo che essa custodisce per te.

Abbiamo quindi una misura di fede, è vero, ma dobbiamo farla crescere proprio come si fa con un muscolo. La fede non sviluppata è una fede che non produce. E' debole e non porta risultati...

 

 La continuazione di questo testo è nel libro "Di quanta fede hai bisogno?",

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Questo testo è tratto dal libro "Di quanta fede hai bisogno?", del Past. Luca Adamo, e non può pertanto essere utilizzato per scopi di lucro o plagio.

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