Home Chi siamo Itinerario Scuole Bibliche ZOE Centro Risorse Giovani di Roma Zoe Camping 2010 SOS preghiera Oasi di Guarigione Risorse speciali Area riservata Sostenitori Come contattarci

 

Centro Risorse Meditazioni News Controinformazione Oasi di Guarigione Audio del Pastore Video del Pastore Meditazioni di Lucia Documenti vari Studi Musica Giovani Testimonianze Storia della Chiesa Leadership Israele e-book Libri, cd e giornalini Lettere al Pastore Risorse speciali Strumenti di ricerca Software biblici

 

 

Meditazioni di Lucia

 

 

"E l'Eterno disse: Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l'uomo, perchè nel suo traviamento egli non è che carne; i suoi giorni saranno quindi centovent'anni" (Genesi 6:3)

 

Conosciamo bene il contesto in cui il Signore fece questa forte affermazione: gli uomini al tempo di Noè erano malvagi, Dio vide il loro cuore e si pentì di averli creati.

Ma leggendo, forse per la millesima volta, questo famoso passo della Scrittura, ho fatto caso ad un particolare che non avevo mai notati in precedenza: Dio, riferendosi all'uomo disse "egli non è che carne".

CARNE, cioè polvere, pura e semplice materia organica. Era veramente solo questo l'uomo per Dio? A giudicare da quello che Egli disse quando lo creò, sembra proprio di no... "Facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza..." (Genesi 1:26).

Molto più della semplice carne!

Non disse così con gli animali; infatti solo all'uomo Lui soffiò il suo alito di vita (2:7), cioè gli diede uno spirito eterno.

Ecco cosa ci fa somigliare a Dio e ci distingue dagli animali: l'uomo è uno spirito eterno che vive in un corpo di carne. Quindi, non è solo carne...

E' lo spirito umano che continuerà ad esistere quando lasceremo questa tenda mortale, come Paolo descrive il corpo.

Dio formò l'uomo dalla polvere della terra, ma non disse "facciamo l'uomo di polvere", perchè per il Signore quello che ha messo dentro di noi è più importante dell'involucro di carne. E Dio vedeva in Adamo solo la luce, quella luce divina, quell'eccellenza divina che il Signore ha voluto condividere con tutti noi.

Dio vedeva Adamo con gli occhi dell'amore... quell'amore tipico di un padre che riconosce nel viso del figlio i propri tratti somatici.

 

Ma qualcosa è cambiato sei capitoli dopo. Dio non riconosceva più l'uomo come una creatura fatta a Sua immagine e somiglianza.

Tu mi dirai: "Ma certo che qualcosa era cambiato, l'uomo aveva peccato ed era stato cacciato via dalla presenza di Dio, era diventato un essere mortale."

No, dico io: quando Adamo ed Eva furono cacciato dal Giardino dell'Eden, divennero mortali solo nel corpo fisico; un corpo che poteva invecchiare, ammalarsi e che teneva prigioniero lo spirito umano impedendogli di avere comunione con Dio. Certo, il peccato aveva separato l'uomo da Dio, ma non aveva distrutto quella parte di lui che vive in eterno.

Infatti, ancora oggi, coloro che in questa vita non ricevono Gesù come personale Salvatore, vivranno per l'eternità separati da Dio dopo la morte... ma comunque vivranno! Magari potessero a quel punto cessare di esistere! Ma le fiamme dell'inferno sono purtroppo eterne, così come eterno è il Cielo.

Tutti hanno uno spirito eterno, e non solo coloro che nascono di nuovo.

E uno spirito eterno l'avevano anche le persone che vivevano ai tempi di Noè... ma Dio non lo considerava più. Tanto che al versetto 7 di Genesi 6 giunse a dire: "Io sterminerò l'uomo dalla faccia della terra, con il bestiame, i rettili e gli uccelli del cielo". L'uomo annoverato tra gli animali!

Colui che aveva dato il nome ad ogni creatura vivente, ora era considerato come uno di loro. Perchè?

Mai come in quel tempo la malvagità dell'uomo fu così grande. Una malvagità che aveva indotto l'uomo a soddisfare solo la sua carne con i suoi 5 sensi fisici: "Nei giorni che precedettero il diluvio, le persone mangiavano, bevevano, si sposavano e erano date in moglie, fino a quando Noè entrò nell'arca; e non si avvidero di nulla, finchè venne il diluvio e li portò via tutti" (Matteo 24:38-39).

Bevevano, mangiavano, si univano tra loro... in realtà era l'uomo che si comportava come un animale!

 

Gli uomini non avevano nessun desiderio di Dio, mentre il Signore non smise mai di bramare, nonostante il peccato di Adamo, una comunione con l'uomo. Dio continuava a parlare all'uomo, cercando qualcuno che desiderasse ascoltare la Sua voce; e questo a volte accadeva, come con Seth, Enock, ed infine Noè.

Ma tutti gli altri, la Scrittura ci dice che non si avvidero di nulla, cioè erano distratti, troppo occupati a soddisfare la carne con le sue concupiscenze (Romani 13:14).

E agli occhi di Dio essi apparivano solo come tanti esseri di carne, perchè la carne effettivamente li guidava, era la loro padrona e quindi dettava legge.

 

Ecco il grande inganno: quando noi pecchiamo e decidiamo di seguire solo i desideri della carne, veniamo declassati!

Il peccato ci svaluta e ti umilia. Ci ruba quello che Dio ci aveva dato.

Il peccato offusca, nasconde quella luce divina che ci fa somigliare a Dio.

Declassa la persona ad un semplice "pezzo di carne che ha le sue esigenze"!

Chi si abbandona al peccato è lì, giorno dopo giorno, a soddisfare le esigenze della carne senza sapere che grandi tesori si sta perdendo.

Oh, che grande inganno! E il diavolo questo lo sa e, in continuazione, suggerisce di seguire i soli 5 sensi fisici, cioè di non andare oltre ciò che si vede, si sente, si mangia, ecc...

Si, perchè lui sa che in questo modo la persona sarà come quella generazione ai tempi di Noè.

Sarà una persona distratta, intenta a seguire tutto ciò che è naturale, tutto ciò che non la porterà mai a Dio!

 

Quale fu quindi il grande errore di quella generazione?

Erano dei peccatori? Di sicuro: da Adamo in poi nessuno più fu perfetto agli occhi di Dio; Noè stesso era un uomo che faceva degli sbagli, ma la Scrittura ci dice che lui camminò con Dio (Genesi 6:9), cioè decise di camminare con Dio e i suoi 5 sensi non poterono impedirgli di ascoltare la Sua voce.

Quale fu allora il grande errore di quella generazione?

Qualcosa forse di più terribile del semplice peccato: fu la mancanza di desiderio per le cose di Dio! Essi non avevano nessun desiderio di Dio, e pensavano di stare bene così.

Questo è peggio di un peccato generico, perchè se è vero che il peccato butta giù la persona e la allontana da Dio, è anche vero che esso non potrà comunque impedirle di tornare a Lui per chiedergli perdono, se solo c'è la volontà di farlo (1^ Giovanni 1:9). Ma una coscienza indurita, un cuore che non desidera Dio, è cosa ben diversa.

Un cuore che non desidera Dio è distratto e non sa quello che si perde.

 

Questa società è tremenda e pericolosa, perchè la Scrittura ci dice che è simile a quella esistente ai tempi di Noè, ed è assolutamente vero. Viviamo in tempi in cui, non solo la gente di fuori, ma anche i cristiani sono distratti dal mondo, desiderano le cose del mondo, e si accontentano solo di andare al cunto la domenica, pensando che il cristianesimo sia tutto qui.

Viviamo in tempi in cui i nostri giovani si sposano con persone che non conoscono Dio; tempi in cui i cristiani stessi sono soddisfatti nell'avere semplicemente una bella vita ed un pò di soldi per poter andare in vacanza l'estate.

Sono tempi pericolosi, perchè il mondo intorno tenta di influenzarci suggerendoci di condurre una vita normale, come tutti gli altri. E molti credenti sono così ingannati, credendo che in questo modo avrenno una vita tranquilla. Ma non si rendono conto invece che così saranno ancora più esposti agli attacchi del diavolo. Perchè lui non si accontenterà di questa concessione, e dalla loro normalità li butterà giù ancora di più.

 

Si spende la propria vita in cose futili, non desiderando altro e non ricordandosi più che grandi tesori dalle Sue ricchezze in Gloria erano stati preparati per i credenti (Efesini 1:3). Se solo tutti i credenti decidessero di interessarti veramente a Dio, alla Sua Parola, alla Sua volontà per essi, questi tesori sarebbero stati loro e si sarebbero manifestati nella loro vita.

Solo coloro che decideranno di camminare secondo lo spirito e di non adempiere i desideri della carne, cioè di non camminare come quelli del mondo, avranno una vita in cui Dio li guida e gli parla, come ha parlato a Noè, una vita concreta fatta di benedizioni e di obiettivi da raggiungere per Dio. Una vita in cui il Signore li protegge mentre fanno la Sua volontà.

 

Se tu sai che nel tuo cuore non c'è un desiderio per il Signore, chiedi a Dio di aiutarti e di venirti incontro. Piega le tue ginocchia davanti a Lui e chiediGli perdono per aver vissuto come se Lui non fosse mai esistito. Per aver vissuto una vita normale.

Convinciti del fatto che il diavolo ti sta ingannando, rendendoti soddisfatto delle cose materiali che forse possiedi. E, ancor peggio, facendoti credere che non c'è niente da cambiare nella tua vita, semplicemente perchè tutti intorno a te vivono nel tuo stesso modo.

Se questo è il caso di qualcuno, possa Iddio fargli rendere conto che in questo modo sta sprecando letteralmente la sua vita. L'unica occasione che ha di servire Dio su questa terra.i non si avvidero di nulla, f

ne il diluvio e li portò via tutti".

Se questa è la tua condizione di qualcuno, quando Gesù ritornerà a prendere la Sua Chiesa, costui scoprirà di essere stato troppo distratto per accorgersi che i tempi della Sua venuta erano maturi. E allora si pentirà di non essere stato tra quei servi che il Signore ha trovato facendo la Sua volontà (Matteo 24:46).

E vorrà tornare indietro, ma si renderà conto che anche lui è stato ingannato come quelli ai tempi di Noè.

Allora capirà di aver vissuto come se fosse stato niente altro che carne...

  

Se desideri inviare un commento a questo articolo, clicca qui

 

Questo articolo è parte del Ministero "Vita Abbondante" - Past. Luca & Lucia Adamo - e non può pertanto essere utilizzato per scopi di lucro o plagio.

©2005-2006 powered by Ministero "Vita Abbondante"