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Studi

 

 

Uno dei tanti attacchi che la Bibbia subisce è l'accusa di essere una traduzione di copie corrotte.

Certo, è un attacco dal quale la Parola di Dio si difende benissimo da sola, ma è anche interessante andare a vedere da vicino quello che alcuni critici sostengono, proprio per smascherare l'inconsistenza delle loro accuse.

"Come facciamo ad essere sicuri del fatto che le versioni odierne corrispondano all'originale?" è la domanda, del resto legittima, più frequente.

Ebbene, per rispondere a questa domanda dobbiamo valutare tre aspetti, sottoponendo la Bibbia a tre esami. E' questo qualcosa di didattico e, credo, molto interessante per apprezzare e stimare ancora di più la Parola di Dio e la sua attendibilità.

 

 

1^ Esame

Quanti sono i documenti originali in nostro possesso?

 

In totale, disponiamo di qualcosa come 20.000 fonti che ci consentono di avere un quadro completo della Scrittura. Un grande contributo si è avuto dal centinaio di rotoli del Mar Morto, senza contare i 5.000 manoscritti in lingua originale del Nuovo Testamento oggi in nostro possesso. Non dobbiamo trascurare questi numeri, perchè nessun'altra opera antica riesce a sostenere il confronto con essi.

Facciamo qualche esempio. Una cinquantina di anni prima di Cristo, Giulio Cesare scrisse il "De Bello Gaelico" (in latino "Guerra Gallica"), un'opera composta da otto libri in cui narra la conquista della Gallia, non trascurando di citare moltissimi particolari sugli usi e i costumi dei barbari, sulla campagna di militare e naturalmente sulla validità della propria strategia di conquista. Ebbene, di copie dell'originale ne abbiamo oggi si e no una decina!

Opere di altri autori antichi, quali ad esempio Tacito o Livio, sono giunte a noi con non più di una ventina di copie. Lo scritto che si avvicina di più di tutti al numero di 20.000 copie che il Nuovo Testamento può presentare è l'Iliade di Omero.

Sapete quante copie dell'Iliade sono giunte fino a noi, oggi?

Seicentoquarantatre copie.

Sì, credo proprio che nel confronto delle cifre, la Bibbia non abbia rivali.

 

2^ Esame

Quanti vicini sono all'originale, i documenti che abbiamo oggi?

 

Le più importanti copie degli antichi manoscritti della Bibbia in nostro possesso risalgono a circa 300 anni dopo la stesura degli originali. Uno di essi, il Frammento John Rylands, risalirebbe addirittura a circa 150 anni dall'originale. Ma prima di considerare troppo distante questo tempo, diamo uno sguardo ad alcune altre opere. Sempre parlando di Livio, al quale abbiamo fatto accenno nel paragrafo precedente, sono giunte a noi delle copie della sua Historia Romana che distano più di 400 anni dall'originale. Di altri importanti autori non abbiamo nulla che disti meno di 700 anni dall'originale, e le copie del noto e già citato De Bello Gaelico di Cesare distano dall'originale ben 1.000 anni!

La cosa più strana è che coloro che mettono in dubbio la veridicità della Bibbia dicendo che le copie in nostro possesso sarebbero troppo distanti dagli originali, non hanno poi nessuna difficoltà nel ritenere attendibili le copie di scritti i cui originali distano un intero millennio!

No, la verità è che nessuna opera al mondo, sia essa puramente letteraria o religiosa, regge il confronto con le credenziali della Bibbia.

 

 

3^ Esame

Come facciamo a sapere che la copiatura dei testi antichi sia stata fatta senza errori?

 

Questo è il terzo esame, e non è certo un esame trascurabile. In effetti, come facciamo ad essere sicuri che i manoscritti sono stati copiati senza fare errori? Considerando che anche la stampa fa degli errori, come possiamo illuderci che non ne abbiano fatti coloro che scrivevano a mano? Ma quello che in realtà vogliamo scoprire è se questi errori abbiano o no alterato il senso del testo. Insomma, a noi interessa sapere se la Bibbia oggi in nostro possesso sia ancora affidabile rispecchiandone gli originali, oppure se si sia allontanata talmente tanto da essi al punto da divenire inaffidabile.

Ebbene, in una statistica effettuata su 100 rotoli di antichi manoscritti dell'intero Antico Testamento copiati nell'arco di un millennio, si sono trovate solo poche differenze del tutto trascurabili. Nessun'opera del passato, ma proprio nessuna, può vantare una precisione simile! Nel migliore dei casi, alcuni testi contengono errori o differenze maggiori di almeno 20 volte rispetto a quelle contenute nei manoscritti biblici. E' il caso dell'Iliade di Omero, che contiene 20 differenze o errori di copiatura per ogni differenza o errore contenuto nei testi della Bibbia.

 

Insomma, ancora una volta possiamo dire con assoluta serenità che la Bibbia vince ogni confronto statistico e di attendibilità con gli altri testi antichi.

Certamente non sarà solo questo a convincere i cuori della sua attendibilità, me ne rendo conto, ma è comunque una benedizione sapere di avere tra le mani un testo che ha superato indenne i secoli, ha resistito alle persecuzioni e ha vinto ogni tentativo di distruzione, giungendo fino a noi in tutta la sua interezza e, lasciatemelo dire, godendo anche di ottima salute!

 

 

 

 

 

 

Questo articolo è parte del Ministero "Vita Abbondante" - Past. Luca & Lucia Adamo - e non può pertanto essere utilizzato per scopi di lucro o plagio.

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