Lettera aperta di Lucia Adamo alla giornalista Gloria Sala, scritta il 29 Gennaio '09
Risposta della giornalista Gloria Sala, giunta il 29 Gennaio '09
Replica di Lucia Adamo alla risposta della giornalista, scritta il 30 Gennaio '09

LETTERA APERTA
della Pastora Lucia Adamo alla giornalista Gloria Sala
29 Gennaio 2009
le scrivo una lettera aperta perchè aperto è stato il suo articolo al quale si riferisce questa mia.
Sono una pastora evangelica e le scrivo a proposito di un articolo, firmato da lei, dal titolo "La scuola dei Quaccheri" e pubblicato nel numero di Magazine (Corriere della Sera) del 22 Gennaio 2009. Nel suddetto articolo lei scriveva della scuola, appunto gestita da un'organizzazione Quacchera, che le figlie del Presidente Obama dovranno frequentare. Per ben due volte, facendo riferimento al movimento Quacchero, lei parla di setta ed usa questo infelice termine sia nel sottotitolo che all'interno dell'articolo.
Il movimento Quacchero, come è ben noto da tutti, è un rispettabilissimo ramo della Chiesa Protestante, molto presente soprattutto in America. Mi rendo conto che la realtà evangelica è poco conosciuta in Italia, ma una giornalista così informata come lei non può non sapere che quella Quacchera è una realtà cristiana, fondata sui valori del Vangelo, presente e rispettata da secoli e quindi degna di essere chiamata Chiesa e non setta!
Io, come le ho già detto, sono impegnata nel ministero evangelico e, pur non appartenendo alla denominazione Quacchera, le dico con tutto il cuore che mi sento offesa per questa sua mancanza di rispetto verso una realtà cristiana così nobile ed antica. Eppure lei stessa, mia cara signora Gloria, non mancò di accennare al fatto che la Chiesa Quacchera diede un notevole contributo nella formazione dello Stato americano, nella costituzione dello Stato della Pennsylvania, nell'abolizione della schiavitù, nell'emancipazione femminile e nell'istruzione in tutta l'America.
Beh, tutto ciò non mi sembra tipico di una setta... non le pare?
Purtroppo in Italia succede spesso che diverse realtà Cristiane Evangeliche vengano bollate per sette semplicemente perchè non appartengono alla Chiesa Cattolica Romana. Già, anche altri suoi colleghi cadono spesso questo errore... ed è veramente deprimente, mi creda, vedere che questo debba ancora accadere nel 2009.
Personalmente considero tutto ciò non solo irrispettoso, ma anche tipico di una mentalità limitata ed oscurantista. O forse, si è trattato semplicemente di un'infelice svista.
Comunque, mi permetta una piccola provocazione al termine di questa mia. Che effetto farebbe se anche noi evangelici, nel riferirci a chiese cristiane diverse dalla nostra, usassimo il termine setta?
Se cominciassimo pure noi a bollare come sette cattoliche tutte quelle nobili e preziose realtà presenti nel nostro Paese che appartengono al Vaticano e, quindi, non al nostro mondo evangelico? Secondo lei, sarebbe bello?
Ma queste considerazioni, sul vostro giornale, non credo che le pubblicherete mai...
Saluti
Pastora Lucia Adamo
Di seguito la risposta che la giornalista ci ha inviato
29 Gennaio 2009
la ringrazio per l'attenzione e le rispondo brevemente e senza polemiche. Ho usato il termine "setta" una sola volta perché i sottotitoli li scrive la redazione, ma voglio specificare che io vivo negli Stati Uniti, dove il termine setta non ha affatto un significato negativo, ma anzi indica la pluralità di associazioni religiose presenti sul territorio americano, dove il cattolicesimo non e' predominante.
Del resto, a parte la pubblicità che il titolo che hanno scelto per il mio articolo può fare alla vostra chiesa, mi sembra irrilevante lamentarsi quando l'integralità' del testo non fa che apprezzare il profilo accademico e formativo della Sidwell School, nonché il contributo che i Quakers hanno dato alla causa dei diritti civili in America.
Questo e' il contenuto che tutti i lettori con cui ho parlato hanno rilevato. Vale a dire: chi sapeva in Italia, prima del mio articolo, che i Quakers hanno fondato lo Stato della Pennsylvania e sono stati così importanti nella storia dell'emancipazione americana, per esempio?
Grazie per avermi scritto
Gloria S.
Lettera con permesso di pubblicazione
LETTERA APERTA
la replica della Pastora Lucia Adamo
30 Gennaio 2009
la ringrazio per la sua risposta, che però purtroppo non mi ha soddisfatta.
Se, come lei mi ha scritto, il termine setta non è negativo ma "indica una pluralità di associazioni religiose presenti sul territorio americano", può essere allora corretto dire che la chiesa cattolica è una setta?
Lei mi sta dicendo che possiamo definirla setta, dato che il termine, a suo dire, non sarebbe negativo ma indicherebbe semplicemente una pluralità di denominazioni? Sta forse affermando, con questa sua precisazione, che sia lecito chiamare setta anche la chiesa cattolica?
Non ho nessuna intenzione di fare inutili polemiche ma, come le ho già detto, sono insieme a mio marito un pastore evangelico e conosco bene l'ambiente cristiano americano perchè, ebbene si, ho vissuto anche io in America...
Il termine setta, in inglese è dispregiativo negli USA come da noi.
E comunque, anche se così non fosse, le ricordo che lei ha scritto un articolo per una rivista italiana, letta da italiani, e in Italia il termine setta è assolutamente negativo.
Le riporto quì di seguito il significato che l'enciclopedia Wikipedia attribuisce a questo termine: "Il termine setta è controverso e ha mutato significato nel corso dei secoli. Nel passato esso poteva indicare una scuola di pensiero all'interno di una religione, senza che necessariamente entrasse in conflitto con le altre scuole. In seguito il termine assunse una connotazione dispregiativa, ricercata dalla religione dominante, per indicare gruppi minoritari che contestavano la sua autorità dottrinale e interpretativa. In tal senso movimenti come i valdesi vennero considerati una pericolosa setta da parte della chiesa cattolica e gli sciiti dell'Islam vennero considerati eretici nei paesi a maggioranza sunnita. A seconda dei periodi storici e culturali le controversie hanno determinato scontri anche molto violenti, persecuzioni e intimidazioni del gruppo più forte sul più debole. Nonostante il passare del tempo, e l'instaurarsi di un clima più orientato al dialogo e al rispetto delle diversità, il termine setta viene ancora utilizzato in senso dispregiativo per indicare gruppi che hanno miti e ritualità differenti rispetto a quelli della religione dominante. Alcuni sociologi della religione, per ovviare a questo problema, preferiscono utilizzare il termine "culto", ritenuto più neutrale."
Mi dispiace Signora Sala, anche se lei ha scritto cose positive sulla realtà Quacchera nel suo articolo, quella piccola parola ha il suo peso e fa tutta la differenza nella mente di un lettore italiano che vive in una nazione nella quale il cattolicesimo è predominante. Credo che lei si renda perfettamente conto di questo.
Voglio credere che non fosse il suo obiettivo quello di denigrare una così nobile denominazione cristiana nel suo articolo, ma comunque è successo. Qualcuno leggendolo si è sentito offeso, e mi creda non sono stata l'unica..
Non pensa che dovrebbe scusarsi per questo?
La ringrazio per il suo tempo,
Pastora Lucia Adamo
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Un altro interessante articolo in tema di ignoranza giornalistica: http://ecumenici.wordpress.com/2009/01/25/la-signora-gloria-sala/ (Valerio da Potenza)
Io non sono evangelica e quindi non appartengo alla vostra chiesa ma non condivido l'uso della parola setta che questa signora ha usato, non è educato e non è corretto nei vostri confronti. Dice bene la pastora quando dice che secondo la risposta della giornalista allora anche noi cattolici potremmo essere chiamati una setta. Ma figuriamoci se setta è una bella parola! Per favore, cerchiamo di essere più seri e responsabili, specialmente quando si scrive su giornali così diffusi come il Corriere, altrimenti i lettori invece di conoscere e sapere continueranno a rimanere nell'ignoranza, e ritenere che i protestanti siano una setta è da ignoranti. (Loredana R. da Roma)
Io non ho capito se questa giornalista del Corriere è incompetente o se invece è discriminante verso gli evangelici... (Massimo P. da Firenze)
Cari fratelli, da che mondo è mondo l'evangelo non è stato mai apprezzato per quello che veramente vale e questa giornalista non fa altro che allinearsi con lo spirito di questo mondo... (Antonio e Milena da Pavia)
Ministero Vita Abbondante - Roma, Italy