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BATTEZZARE IN ACQUA CHI ANCORA FUMA...
Caro Pastore Luca, vorrei porle una domanda: secondo lei è possibile battezzare in acqua un credente che fuma, o che manifesta ancora dei vizi nella sua vita? Mi risponda con la franchezza che la distingue. Saluti (Annalisa D. - Viareggio)
Il vizio del fumo è qualcosa che ogni credente dovrebbe cercare di eliminare al più presto dalla propria vita, soprattutto perchè è qualcosa che "apre le porte" a situazioni spirituali negative e dannose per la persona stessa. Questo vizio negativo, così come ogni peccato in maniera più o meno elevata, porta con sè un bagaglio di conseguenze, e personalmente ritengo che un credente, un "nato di nuovo", non debba assolutamente essere umiliato dalla sigaretta o da altri vizi simili. Il battesimo in acqua è però qualcosa di diverso. Vedi, per quale motivo una persona decide di battezzarsi in acqua? Lo fa perchè vuole testimoniare di aver ricevuto Gesù Cristo nella propria vita come personale Signore e Salvatore. Il battesimo in acqua, infatti, è una potente testimonianza di una salvezza già avvenuta nella persona. Del resto, se la persona non fosse già "salva", se non avesse cioè già ricevuto nel cuore il Signore Gesù, che cos'è che testimonierebbe? Il battesimo, in quel caso, non avrebbe alcun senso e sarebbe poco più di un bagno. Ma quando Gesù è entrato nella vita della persona, allora ecco che il battesimo per immersione acquisisce un valore enorme, in accordo all'ubbidienza alla Parola di Dio.
Una persona che riceve il Signore, ma che
ancora non si è liberato del vizio del fumo, se ha veramente accettato
Cristo nel suo cuore e desidera battezzarsi allora ha il diritto di essere
battezzato in acqua (naturalmente non potremmo dire altrettanto di un vizio
ben più grave, perchè alcuni peccati manifestano l'assenza di una vera e
reale conversione, ma siccome è sul fumo che mi è stata posta la domanda,
allora è su questo vizio che rispondo). Personalmente, ripeto, ritengo che
non sia bello, nè piacevole, vedere credenti che ancora fumano, e penso che
questo sia anche di cattiva testimonianza per il mondo, ma il volersi
battezzare ha a che vedere con l'avere ricevuto il Signore Gesù Cristo nel
proprio cuore. E' ovvio che poi ogni altra valutazione specifica inerente la
reale serietà della persona o la sua buona attitudine va lasciata al Pastore
locale che, conoscendo più a fondo la situazione, saprà meglio valutare ogni
cosa. In alcuni casi, per esempio, è buona cosa aspettare un certo tempo
affinché il credente maturi il senso di responsabilità che un battesimo
comporta, mentre in altri sarà proprio quel battesimo a dare alla persona
quella forza necessaria per abbandonare il vizio. Ma da un punto di vista
puramente teologico, il battesimo in acqua viene ministrato per testimoniare
di una salvezza ricevuta, e se la persona è stata realmente "salvata",
allora il battesimo è il suo prossimo passo. In alternativa, se non si vuole
che una persona riceva il battesimo, significa che non si ritiene che questa
stessa persona sia stata veramente salvata.
Con affetto nel Signore Gesù,
Pastore Luca
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ALIENI SI O ALIENI NO?
Buongiorno, le sarei molto riconoscente se volesse chiarirmi dei dubbi che affiorano nella mia mente e che mi creano qualche, non poca, perplessità. Tramite internet sono venuto a conoscenza del vostro sito cristiano evangelico e di conseguenza del vostro indirizzo di posta elettronica. Noto che al giorno d’oggi, nella società in cui si vive (oscura ), una persona che volesse prendere in seria considerazione il cristianesimo venga immediatamente scoraggiata. Se si guarda allo stesso cristianesimo si può notare come le idee siano diverse e confuse. Ho avuto la curiosità di visitare diversissimi siti cristiani ed ho potuto riscontrare che, come nel vostro caso, siete gente che ci crede davvero e che testimonia di Dio: ho potuto ascoltare e vedere cose incredibili (ma quanto sono vere?). Potrei anche crederci, ma come le ho scritto prima, la società in cui viviamo è davvero oscura e confusa e non ci si può certamente fidare di qualche sito o di qualche parola detta (in cui l’essere umano metta piede).
Arrivo subito al dunque e vorrei farle delle domande a cui lei potrà anche evitare di rispondere:
1) che cosa ne pensa degli extraterrestri o alieni, visto che si può vedere e ascoltare altrettanto di incredibile in televisione, racconti, testimonianze, libri, ecc…?
2) sono per lei solo delle fantasticherie moderne?
3) cosa dice la Bibbia?
4) li avrebbe potuti creare Dio?
5) se li ha creati Dio perché il cristianesimo tiene nell’oscurità queste “realtà”, visto che non se ne parla?
6) perché non affrontate anche questo argomento e tramite internet lo portate a pubblica conoscenza? Forse perché potrebbe fare paura ai cristiani?
Ripeto, potrà anche evitare di rispondermi. Le chiedo però di manifestare una sua opinione cristiana e veritiera in merito. Malauguratamente sono portato a non escludere che oggi la gente possa essere preda delle masse, di notizie usate per secondi fini… la ringrazio anticipatamente. (Davide)
La questione degli alieni non ha mai smesso di affascinare molti, eppure è una questione che non si pone proprio perchè gli alieni non esistono. Vede, qui non si tratta affatto di avere paura di dire la verità, come lei ha scritto, ma di non voler prendere in giro le brave e oneste persone che, come lei, leggono il nostro sito. Come potremmo noi affermare che Dio ha creato gli alieni, se la Bibbia non ne parla e anzi specifica più volte che la vita è stata messa "sulla terra"? Come potremmo mai affermare che Dio abbia creato gli alieni, se invece è proprio Dio ad affermare di aver creato l'uomo e di averlo posto "sulla terra"? Non vale la parola di Dio più della nostra? E se la Bibbia è la Parola di Dio, non dovremmo noi accettarne il resoconto? Alcune ardite interpretazioni vedono gli alieni in alcune visioni profetiche o in certi eventi che la Bibbia riporta, ma è sufficiente un'attenta lettura inserita nel suo contesto per rivelare come gli alieni non siano affatto il soggetto di tali visioni. No, amico mio, gli alieni non esistono, ma esiste invece il diavolo, Satana, che è ben più pericoloso di ogni alieno. Sì, è pericoloso perchè è in grado di portare le persone alla perdizione eterna, e questo è qualcosa che nessun alieno, qualora esistesse, è in grado di fare.
Raccolgo comunque il suo invito e scriverò un articolo sull'argomento per affrontare la questione e vedere più da vicino alcuni punti considerati oscuri da chi vede gli alieni nella Bibbia. Nel frattempo, la invito a continuare a visitare il nostro sito e a considerare la divinità, e al tempo stesso l'umanità, del vero ed unico superuomo della storia: Gesù Cristo, il Messia!
Saluti in Cristo,
Pastore Luca
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"MA PERCHE'..?"
Caro Pastore,
io le chiedo (domanda, se vuole, banale): cosa porta un ragazzo giovane, con già una famiglia formata, senza problemi apparentemente grossi, molto credente e praticante, a prendere la decisione di togliersi la vita in un modo bruttissimo? Ha lasciato noi e la sua famiglia svuotati, incapaci di renderci conto di cosa sia successo, senza motivi per noi, con un punto interrogativo enorme, da un giorno all'altro non c'è più e nessuno si è accorto di cosa l'abbia portato a tale decisione. Era contento, pieno di iniziative e pregava tantissimo. Chiedo solo se potete scrivermi qualche frasi di conforto che possa riuscire a prendere atto di cosa è successo ed accettare questa cosa così grossa per continuare ad andare avanti. Grazie. (Antonella - Reggio Emilia)
Cara Antonella, mi chiedi cosa possa aver portato questo giovane a togliersi la vita, ma al di là dei moltissimi motivi che possono spingere qualcuno ad un simile gesto, davvero non so per quale motivo specifico questo ragazzo si sia tolto la vita. Se Dio lo vorrà, sarà Egli stesso a svelare cosa è realmente successo nel suo cuore e perchè ha fatto un tale gesto, ma ciò che più desidero ora è che il Signore possa aiutare i genitori e la moglie e compensare la mancanza del loro caro con la Sua presenza e il Suo affetto. Sono queste, cose, che solamente Iddio è in grado di fare. Noi evangelici, a differenza di voi cattolici, non riteniamo che si possa pregare Dio per qualcuno che non c'è più, ma entrambi riteniamo che Iddio sia potente da prendersi cura non solo del ragazzo che non c'è più, ma anche dei cari che sono rimasti, ed è per questi ultimi che preghiamo il Signore. Una cosa vorrei però evitare, quella cioè di attribuire in qualche modo a Dio la perdita di questo ragazzo. Gesù, dice la Bibbia, è venuto per dare la vita, non per toglierla (Giovanni 10:10), ed è sempre Gesù a svelare chi è colui che invece toglie la vita in maniera prematura: il diavolo! Lui, il diavolo, è venuto per "uccidere". Antonella, quello che io penso è che questo ragazzo sia stato vittima di un momento di pressione certamente non causatogli da Dio, una pressione alla quale ha reagito purtroppo in maniera estrema. Ma so anche che Dio, potente e onnipresente, è in grado di salvare un'anima in un istante, perchè a Lui basta anche un solo istante per presentare il vero Vangelo ad una persona in fin di vita. Inoltre, Iddio ben conosce che chi si toglie la vita in questo modo è sotto pressione e quindi non in piena lucidità. In quei momenti, proprio come noi non consideriamo gli spropositi dei nostri figli quando sono piccolissimi, Dio non punisce certo un tale atto, soprattutto quando compiuto a motivo di una forte spinta emotiva fomentata da situazioni naturali negative o addirittura dal nemico delle nostre anime. Io, cara Antonella, credo che il giovane si trovi ora in Cielo col Signore! Questo significa anche che se i genitori vogliono rivederlo ancora, hanno un solo modo per poterlo fare: andare anche loro in Cielo, al termine dei loro giorni. E per andare in Cielo, anche in questo caso, esiste un solo ed unico modo: passare attraverso Gesù Cristo, convertirsi a Lui, liberarsi di ogni idolatria e affidarsi in fiducia a Colui che ha pagato affinché noi avessimo la vita e l'avessimo in abbondanza.
Dio ti benedica,
Pastore Luca
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"NESSUNA CHIESA MI VA BENE!"
Caro Pastore,
siamo una coppia delusa dalle chiese e non riusciamo a trovarne una che sia corretta e cammini in modo giusto nel Signore. In tutte le chiese dove siamo stati ci sono stati problemi e non abbiamo sentito la presenza dello Spirito Santo. Noi sappiamo che il Signore non si manifesta dove non si fa la sua perfetta volontà e allora chiedevamo se era diritto di un credente non andare più in quelle chiese oppure se è obbligatorio andarci ugualmente. (Stefania e Marco - Torino)
Cari Stefania e Marco, permettetemi di non essere d'accordo con voi su quanto affermate, e non solo per difendere l'operato dei miei conservi pastori. Quello che infatti traspare dalla vostra lettera è la ricerca di una perfezione che credo sia impossibile trovare. Se anche uno di voi entrasse in una comunità perfetta con un pastore perfetto, ebbene, quella comunità cesserebbe di essere perfetta appena voi ci mettete il piede! Si, perchè voi siete i primi a non essere i credenti perfetti. Io conosco tante comunità "imperfette" dove però il Signore si manifesta mediante il Suo Spirito, salvando e guarendo molte persone. Credo che il problema siate voi e la vostra attitudine sbagliata. Ho l'impressione che voi andiate nelle chiese per "controllare" come esse camminano, invece che entrarci per ricevere la Parola di Dio e sottomettervi ad un pastore che possa anche intervenire sul vostro carattere e sulle vostre motivazioni. Certo, vi sono situazioni in cui si preferisce una comunità e un pastore invece che un altro, e credo sia giusto lasciare che ogni credente decida dove vuole dimorare, proprio come credo sia giusto cambiare anche il posto in cui si sta se ci si accorge che lì non si cresce o comunque se non ci si sente a proprio agio per diversi motivi. Ma non credo sia altrettanto giusto "girare decine di comunità", come voi stessi avete specificato in un'altra parte della lettera, senza trovare un solo pastore che faccia al caso vostro. Insomma, una cosa è scegliere di comunità per qualche motivo, e ben altra cosa è girarne decine senza trovarne una sola che "vada bene"! Non vorrei stesse cercando la scusa per non avere un pastore, perchè se così fosse vi ritrovereste da soli e con pochissime (per non dire nulle) possibilità di crescita. Bisogna avere un pastore da qualche parte, cari, perchè non esiste una sola pecora del Signore che abbia speranze di rimanere tale senza un pastore che si prenda cura di essa. Il diavolo, il nostro nemico, è alla continua ricerca di credenti isolati che non hanno comunione con nessuno e che possa divorare alla prima occasione: "Il vostro avversario, i diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare" (1^ Pietro 5:8). A chi chiederete consiglio, a chi vi rivolgerete, chi pregherà e ministrerà per voi, se non avete qualcuno che si prenda cura della vostra vita spirituale? E allora il mio consiglio per voi è quello di iniziare a chiedere perdono a Dio per aver giudicato tutte quelle chiese come posti dove non si faceva la volontà di Dio, perchè probabilmente non è vero, e di disciplinarvi e sottomettervi umilmente a qualcuno che possa intervenire nella vostra vita e che, con amore nel Signore, possa anche insegnarvi le giuste attitudini e le corrette motivazione che debbono sempre animare ogni credente.
Saluti in Cristo,
Pastore Luca
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NON SEMBRA DI STARE IN CHIESA...
Caro Pastore,
mi chiamo Maurizio e ho due figli, uno di 15 e l'altro di 19 anni. Vanno tutti e due in chiesa e si vedono spesso con i loro amici, tutti credenti. Vedo però che questi ragazzi hanno atteggiamenti molto mondani e non sembrano proprio diversi dai loro coetanei che non sono cristiani. Non dico che facciano cose sbagliate, però non mi sembra che i ragazzi cristiani di oggi emanino quella luce che dovrebbero trasmettere. Parlano e vivono come quelli del mondo, spesse volte ne vedo alcuni fumare fuori la chiesa, si vestono come il mondo e hanno i desideri del mondo. Ma anche in chiesa a volte è la stessa cosa. Distrazione, mondanità e sufficienza. Guardi, a volte sembra di non stare nemmeno in una chiesa! Siamo troppo arretrati io e mia moglie oppure c'è qualcosa che non va nei nostri ragazzi? (Maurizio C. - Roma)
Effettivamente, a mio parere, qualcosa non va. Ma non solo nei ragazzi della vostra chiesa, ma proprio nella nostra generazione! Anche io ho notato che spesso i giovani credenti non si differenziano molto dai loro amici non credenti. Ciò che più mi colpisce è che molti di loro, pur avendo ricevuto Gesù Cristo, sembrano non avere quella passione che ha caratterizzato le passate generazioni. Ecco, fratello Maurizio, la passione... quella sana e incontenibile passione per Cristo e per le anime, quello zelo che, come dice la Scrittura, ci consuma e brucia dentro di noi... tutto questo temo che oggi sia molto, ma molto raro. Non è un problema di come ci si veste, ma è una mancanza di passione. I ragazzi, ma non solo loro, amano Gesù ma non sono veramente infiammati per Lui. Sono innamorati dei concerti cristiani, si danno da fare e grazie a Dio che riusciamo a organizzarli, ma la "passione" per Cristo è ben altra cosa. Come molti, sono attratti cose superficiali e spesso perdono di vista le cose che contano. Non sto dicendo di essere tristi e all'antica, ma sto solo cercando di dire che la passione per Cristo rende i giovani dei veri e propri rivoluzionari per Gesù, ed è di questo genere di rivoluzionari che oggi abbiamo bisogno. Personalmente non mi importa molto come si vestono, ma mi importa che siano infuocati per il Signore. Ecco, a volte penso che cosa questa generazione stia lasciando ai propri figli, ai propri nipoti. I giovani del passato hanno sofferto, pregato e alla fine conquistato delle libertà, vittorie e finanche potenti risvegli spirituali. Cosa stanno facendo, oggi? Cosa stanno facendo, oltre che assicurarsi una comoda e in fondo buona esistenza? I concerti cristiani sono pieni di giovani che gioiscono, e questo certo è buono, ma sono pochi poi coloro che si ritrovano costantemente in preghiera alla ricerca di Dio e dei Suoi doni. Perchè sono così pochi? Semplice, perchè non gli interessa. Pochi sono coloro che, con tenacia e passione, ricercano Dio del continuo col desiderio di cambiare il mondo. Forse cambiare il mondo è un'utopia, ma Dio ha comunque sempre usato e sempre benedetto coloro che, come bambini semplici e zelanti, volevano "cambiare il mondo". Il segreto sta nel volerlo fare per e con Gesù! Ma voglio dire anche un'altra cosa, Maurizio: anche se la massa sembra ignorare questa passione, io posso garantire che giovani così "infiammati" ci sono. Non sono moltissimi, è vero, e forse a volte non hanno molta possibilità di farsi sentire, ma ci sono. E quelli che ci sono valgono per mille! Si, qualcosa non sta andando come dovrebbe, ma è altresì vero che alcuni Gionathan sparsi per la nazione non aspettano altro che il soffio dello Spirito Santo il quale, come un vento, unirà tutti questi piccoli e separati focherelli per trasformarli in un unico e potente incendio di passione.
Di passione per Cristo.
Pace e Gioia in Cristo Gesù,
Pastore Luca
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FEDE IN DIO OPPURE MEDICINE?
Pastore Luca,
di recente una persona mi ha detto che se avevo fede dovevo levarmi gli occhiali perchè avevo pregato per ricevere guarigione dal Signore e allora se continuavo a portare gli occhiali significava che non stavo avendo fede in Dio. Ma io ci credo che Dio mi guarirà poco per volta, e anche se so che Lui può farlo all'istante, non ce la faccio a togliermi gli occhiali per adesso. Sto sbagliando? Sto ostacolando la mia guarigione? Mi aiuti per favore. (Imma P. - Caserta)
Cara nel Signore, la guarigione del Signore non è mai in competizione con un paio di occhiali! Si, a volte occorre agire in un determinato modo, ma l'azione deve essere sempre frutto di vera fede e non di una costrizione altrui. Vedi, ognuno di noi agisce su un personale livello di fede ed è in base ad esso che dobbiamo muoverci. Ora, se tu stai credendo che il Signore ti guarirà un poco alla volta, allora il mio consiglio è quello di continuare ad agire in accordo alla TUA fede, e non in accordo alla fede degli altri. Il Signore può guarire istantaneamente, ma può anche intervenire toccando i medici durante un'operazione o rinforzando il nostro corpo giorno dopo giorno. La chiave è "cosa stai credendo tu", Imma, e non "cosa gli altri ti dicono di credere". Per che cosa hai fede? Credi in un intervento istantaneo e soprannaturale di Dio? Bene, allora ti sia fatto secondo questa fede. Credi invece che Dio può guarirti poco per volta, rafforzando la tua vista giorno dopo giorno? Bene, ti sia fatto secondo la tua fede. Ma di una cosa voglio metterti in guardia. Oltre che pastore, sono un predicatore itinerante e quindi incontro moltissime persone; ebbene, ho visto alcuni bravi fedeli togliersi gli occhiali o smettere di assumere farmaci senza però ricevere la guarigione, proprio come ne ho visti molti altri che hanno invece ricevuto da Dio. Ma in entrambi i casi, ossia la guarigione o la mancanza di essa, non dipende dall'usare i farmaci o dal non assumerli... questo è un fraintendimento comune... la gente pensa che smettere di prendere medicine incoraggi Dio ad agire, ma nulla di più sbagliato! Dio non è mosso dalle medicine che prendi o che non prendi. Dio è mosso dalla tua fede! Si può avere fede per guarigione istantanea, e si può avere fede per una guarigione progressiva. Sono livelli di fede diversi ma entrambi efficaci, ed è sciocco costringere se stessi ad agire in base ad un livello di fede più alto di quello che realmente abbiamo. Mi ricordo che un anziano predicatore mi diceva sempre: "Fratello Luca, prima di credere in Dio per un paio di scarpe nuove, impara a credere in Lui per i lacci"! Nulla di sbagliato, quindi, se la tua fede è in una guarigione progressiva. Crescerà e, se Dio vuole, un giorno arriverai a credere alla guarigione istantanea. Agisci sempre in accordo alla tua fede e non in accordo al tuo desiderio. Non levarti gli occhiali se non hai la certezza di credere veramente, e non smettere di assumere farmaci se non sei certa di stare veramente in fede, altrimenti il diavolo potrebbe approfittare di questa leggerezza e finirebbe con il causarti ancora più problemi. Ogni persona sa come deve comportarsi, ma un consiglio mi sento di dartelo: Iddio non si arrabbia se prima di toglierti gli occhiali, vai a farti una visita dal tuo oculista. Io credo che la tua fede non venga sminuita da una visita di controllo. Se stai credendo in Dio in un miglioramento graduale allora penso che sia lecito per te andare a farti un controllo e verificare l'avvenuto miglioramento. Solo in quel caso, secondo me, dovresti toglierti gli occhiali. La fede non sfida Dio. La fede crede in Dio. E quando si crede, si agisce in serenità e in tranquillità.
Dio ti benedica e ti conceda di ricevere i buoni desideri del tuo cuore,
Pastore Luca
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SESSO PRIMA DEL MATRIMONIO: VALE ANCHE PER COLORO CHE HANNO LA CERTEZZA DI SPOSARSI?
Pastore Luca,
conosco la sua posizione sull'argomento del sesso prima del matrimonio, ma la mia domanda è questa: se due persone che si amano hanno la certezza di sposarsi, anche in questo caso il sesso prima del matrimonio è vietato? Mi risponda per favore, e non cestini la mia lettera, perchè il problema è molto diffuso e vorrei un suo parere. (Alfonso V. - Napoli)
Caro Alfonso, non preoccuparti perchè non cestiniamo le lettere, ma anche quando non le pubblichiamo rispondiamo comunque privatamente alle persone. Si, l'argomento del sesso prematrimoniale è un problema diffuso anche nelle chiese, eppure questo è un problema che non dovrebbe esserci. Infatti, tutti noi credenti dovremmo semplicemente ubbidire alle indicazioni della Bibbia ed astenerci quindi dal sesso prima del matrimonio.
Tu mi chiedi un parere riguardo ad una coppia che ha la certezza di sposarsi... Vedi, vi sono due motivi che mi portano a consigliare, anche in questo caso, la competa astensione dall'avere rapporti sessuali prima del matrimonio, e i motivi sono i seguenti: (1) nessuno, nemmeno la coppia di fidanzati più salda, è padrone del proprio futuro, e quindi nessuno può matematicamente essere certo di sposarsi. Conosco tante coppie che all'ultimo momento non si sono più sposate, Alfonso, e i motivi sono talmente tanti che elencarli richiederebbe molto spazio; (2) Il fidanzamento, per quanto abbia la sua importanza ed anche una sua certa sacralità, non può in alcun modo sostituire il matrimonio, un vincolo che viene sancito davanti al Signore e che pertanto legittima, nell'amore e nell'affetto reciproco, anche il rapporto sessuale tra moglie e marito. Ed è il solo vincolo, come tu stesso hai lasciato intendere di sapere, in grado di legittimare un tale rapporto.
Comprendo come sia sempre più difficile, in questa società, portare avanti tali princìpi, ma so anche che se noi cristiani non proponiamo questi princìpi, chi mai potrà venire a conoscerli? Non temere di essere in minoranza, perchè non sempre la maggioranza ha ragione. Noi non camminiamo secondo le mode del momento, ma a volte, queste "mode", dobbiamo dettarle proprio noi. Aspetta quindi con pazienza il momento in cui sarai sposato, amico mio, e se anche gli altri sminuiranno questa tua scelta, stai pur certo che in questo avrai almeno il consenso di Dio. Un consenso che, secondo me, non è niente male!
Dio ti benedica,
Pastore Luca
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SE IL MICROCHIP NELLA MANO DESTRA SARA' IMPOSTO DALLA LEGGE, CHI POTRA' SCAMPARE?
Pastore Luca,
leggevo quella tua meditazione che parlava di una prossima installazione nella pelle delle persone di un chip elettronico che ci identifica e che servirà anche per sostituire il denaro. Tutti quelli che riceveranno questo chip andranno all'inferno? Ma se sarà così e se questa sarà una legge dello stato italiano ed anche degli altri stati del mondo, chi potrà scampare? Mi sembra una domanda interessante, cosa ne pensi? Ti auguro ogni bene per il tuo ministero e ti saluto caramente nel Nome di Gesù. (Stefano - Roma)
Caro Stefano, la tua domanda è certamente lecita. Sembra che, almeno per quanto ne sappiamo oggi, assumere un microchip sottopelle non porta ad adorare l'anticristo. Dal momento però che la Bibbia ci ammonisce a non farlo, è buono seguire tali indicazioni: "Inoltre faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla loro mano destra o sulla loro fronte, e che nessuno potesse comperare o vendere, se non chi aveva il marchio o il nome della bestia o il numero del suo nome... Un terzo angelo li seguì dicendo a gran voce: «Se uno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla sua fronte o sulla sua mano, berrà anch'egli il vino dell'ira di Dio, versato puro nel calice della sua ira e sarà tormentato con fuoco e zolfo davanti ai santi angeli e davanti all'Agnello. E il fumo del loro tormento salirà nei secoli dei secoli, e non avranno requie né giorno né notte coloro che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome» (Apocalisse 13:16-17 e 14:9-11). Vedi, se Iddio unisce l'assumere questo microchip con l'adorazione della Bestia, evidentemente Lui che conosce il futuro deve conoscere anche il nesso che porterà a tale conclusione. Per certo, se Dio dice che chi avrà il marchio bestemmierà il Signore, allora deve essere senz'altro così. Può darsi che un giorno, il collegamento con tutti i microchip inseriti sottopelle, venga impugnato da qualcuno che cambierà le regole... Pertanto, sia che lo comprendiamo sia che non lo comprendiamo, sia che sembri buono oppure no, sia che sembri utile e necessario oppure no, i cristiani debbono astenersi nella maniera più assoluta dall'inserirsi un microchip sotto la pelle, anche se ciò dovesse costare l'impossibilità di acquistare il cibo! Se il Signore ci mette in guardia, dobbiamo crederci. Del resto, se la Bibbia ha avuto ragione nel prevedere l'uso di questo "segno" nella mano destra o nella fronte (e l'ha previsto quando questo non era ancora possibile perchè non esisteva ancora la tecnologia necessaria), allora avrà ragione anche quando dice che, per qualche motivo che forse oggi ancora sfugge, un giorno avere il microchip porterà ad una consapevole adorazione dell'anticristo. Noi cristiani, fidandoci della Bibbia, ci asteniamo quindi da questi microchip sottopelle. E, secondo me, è buono che ti astenga anche te.
Con affetto,
Pastore Luca
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IL PECCATO CHE DIO NON PERDONA
Pastore Luca,
sono una sorella in Cristo e frequento la chiesa evangelica da quasi 2 anni. Ho paura di aver fatto il peccato imperdonabile. Non me la sento di dirle di cosa si tratta, ma penso di aver bestemmiato lo Spirito Santo. Ho chiesto perdono a Dio ma sento di non essere stata perdonata. C'è ancora qualche speranza per me? Pace. (Federica F. - Savona)
Cara Federica, ho omesso il resto della tua lettera, come avevi chiesto, ma credo che il concetto sia chiaro anche solo da questa tua frase. Il peccato imperdonabile è qualcosa che leggiamo in Marco 3:28-29, dove è scritto: "In verità vi dico che ai figli degli uomini sarà perdonato ogni peccato e qualunque bestemmia essi diranno; ma chiunque bestemmierà contro lo Spirito Santo, non ha perdono in eterno; ma è sottoposto a giudizio eterno". Ora, sebbene questi versetti ci dicano dell'esistenza di un peccato che non verrà perdonato, guarda cosa ci dice altrove, sempre la Bibbia: "Dio perdona TUTTE le tue iniquità..." (Salmo 103:3). In 1^ Giovanni 1:9, ci viene detto a quali condizioni Egli ci perdona da tutte le iniquità: "Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità". Ecco la chiave, dunque: chiedere perdono a Dio per il peccato commesso, e farlo onestamente con un cuore disposto a non peccare più. Ecco perchè io credo che tu non abbia fatto il peccato imperdonabile: dal momento che vuoi essere perdonata, e dal momento che hai chiesto perdono, allora non puoi aver fatto quel triste e irreversibile peccato. Un peccato è davvero imperdonabile non perchè Dio non vuole perdonarlo, ma perchè chi lo ha commesso non vuole chiedere perdono e, quindi, non vuole riceverlo dal Signore. Chi infatti bestemmia contro lo Spirito Santo, non chiede perdono e non vuole più avere a che fare con Dio e con la Sua Parola. Si tratta di situazioni molto rare, ma purtroppo presenti. Ma fammi essere ancora più chiaro, cara Federica. Tu dici di frequentare la Chiesa da meno di 2 anni, e quindi sei piuttosto giovane nella fede. Guarda cosa dice Ebrei 6:4-6 riguardo le condizioni di fare veramente il peccato imperdonabile: "Quelli infatti che sono stati una volta illuminati, hanno gustato il dono celeste, sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire, se cadono, è impossibile riportarli un'altra volta al ravvedimento, poiché per conto loro crocifiggono nuovamente il Figlio di Dio e lo espongono a infamia". Per fare il peccato imperdonabile occorre: (1) essere nati di nuovo, (2) aver ricevuto lo Spirito Santo, (3) aver avuto manifestazioni di alcuni doni dello Spirito Santo nella propria vita, (4) aver ricevuto rivelazioni della Parola di Dio, (5) aver ministrato nell'unzione. Comprendi dunque che un neofita non potrebbe certo fare questo peccato. E inoltre, comprenderai anche che si tratta di un peccato che, consapevolmente, porta il credente a non volere più Gesù nella propria vita. Non ho il tempo qui per spiegarti bene il tutto, ma è mio desiderio seminare in te la speranza che, se desideri essere perdonata per ciò che hai fatto e se sei disposta a non peccare più, Iddio è pronto a perdonarti e a purificarti da ogni iniquità. Che tu senta o non senta il Suo perdono, non è importante. Ciò che importa è che tu CREDA nel Suo perdono, e lo riceva quindi in fede. Fai attenzione a non cadere nel reame delle sensazioni, altrimenti il nemico delle nostre anime potrebbe abusare di questa tua caduta, portandoti a credere che Dio non ti perdonerà nemmeno se ti penti veramente, rischiando di causarti depressione ed altre tristi conseguenze. Credi nella Parola di Dio che dice che, se confessi il tuo peccato, Egli è disposto a perdonarti e ad insegnarti a non ricadere più nello stesso errore.
Con affetto in Cristo,
Pastore Luca
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VOGLIA DI LEGGERE O VOGLIA DI SCRIVERE?
Caro Pastore Luca,
la seguo molto attraverso i suoi scritti e debbo ammettere che il suo stile ha colto il segno. Lei mi sta "costringendo" a leggere scritti che hanno a che fare con la religione, cosa che avevo deciso di non far più da molti anni ma che mediate il suo sito mi riscopro a fare con piacere. Ma il motivo che mi spinge a scriverle è un altro. Volevo dirle che non condivido quel suo punto di vista sull'informazione. In un suo articolo di qualche settimana fa, lei affermò che in Italia non esisterebbe una vera informazione. Scrisse di giornalisti che non svolgerebbero il loro lavoro e di italiani che non sarebbero quindi ben informati. Io non penso che ciò corrisponda a verità, perchè le nostre testate giornalistiche sono tra le più autorevoli. Caso mai, chiediamoci per quale motivo gli italiani si trovano agli ultimi posti come lettori di quotidiani. Lei dice che mancano i giornalisti veri, ma io le dico che mancano invece i lettori e coloro che vogliono davvero essere informati. Distinti saluti. (Dr. Claudio B. - Milano)
L'Italia è purtroppo agli ultimi posti per quanto riguarda la lettura dei quotidiani, ma non solo. Lo è anche per quanto riguarda la lettura dei libri. E ancora, tra i Paesi occidentali, la nostra nazione è agli ultimi posti anche per quanto riguarda l'utilizzo di internet. Questo significa che la maggior parte dell'informazione, l'italiano la ricava dalla televisione. La televisione, quindi, è in Italia il veicolo numero uno dell'informazione. Lei mi chiede come mai. La mia opinione è molto semplice: pigrizia culturale. Una pigrizia però, mi permetta, stimolata e fomentata dai media stessi. Come è possibile, infatti, che temi di scottante attualità non trovino quasi mai spazio per essere approfonditi? Non dovrebbero essere i giornalisti, tramite le testate per cui lavorano, a far venire il desiderio di conoscere, di sapere, di approfondire? Si, lei ha ragione nel dire che sono i lettori a mancare, ma io aggiungerei che se ci fossero i veri giornalisti, i lettori aumenterebbero di numero. La prova di ciò è proprio internet. Negli ultimi anni vi è stata in Italia una crescita incredibile di persone che utilizzano la Rete per reperire informazioni. Sebbene l'Italia non sia ancora ai primi posti al riguardo, le persone che preferiscono leggere le news in internet invece che sui quotidiani, sono in costante aumento. Come mai? Io penso che la risposta sia ancora la stessa: sono pochi i quotidiani che offrono un'informazione vera degli eventi, a differenza di internet dove è ancora possibile scandagliare i fatti. La Rete testimonia di una "sete" di corretta informazione da parte degli italiani, una sete che nè la televisione nè gran parte dei quotidiani sembrano non essere in grado di soddisfare. Veniamo drogati di polemiche che non ci interessano, ci danno risposte a domande che non abbiamo mai posto, ma poco o nulla viene detto su quello che è realmente successo in alcuni tragici eventi. Mi creda, sig. Claudio, anche gli italiani che non vogliono leggere sono in realtà figli del loro tempo. Figli di una società che non gli ha insegnato a farlo.
Con affetto,
Pastore Luca
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