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MARTIN LUTERO:

LETTURE CONSIGLIATE

 

a cura del Pastore Luca

 

 

  Non molti conoscono Lutero e il suo pensiero, e a volte coloro che ne conoscono il nome, hanno al riguardo un pensiero piuttosto distorto. In questo contesto mi limiterò pertanto a consigliare alcune letture per quanti fossero interessati ad un approfondimento. Infatti, siccome tempo fa mi fu chiesto di scrivere qualcosa su di lui e di indicare qualche lettura, ecco che suggerendo alcuni interessanti testi spero di venire incontro a tale richiesta. Mi limiterò pertanto a consigliare qualche lettura che, secondo me, riassume parte del pensiero del riformatore, invitando a visitare le altre pagine del sito per i futuri  approfondimenti. 

 

   "Lutero... chi è mai costui!?"... A una domanda di questo genere molti italiani rimangono senza risposta, perplessi un pò come il manzoniano don Abbondio nei confronti di Carneade. Ma è una perplessità per la quale dovremmo "ringraziare" il cattolicesimo-romano, per la sua secolare campagna denigratoria nei suoi confronti. E' infatti a motivo di una distorta campagna cattolico-romana che il nome di Lutero è generalmente accostato ad un'immagine distorta, sia riguardo la sua vita che riguardo l'opera da lui portata avanti negli anni. In realtà il problema è che essi non comprendono lo spirito che, sia pure gradualmente e nel tempo, lo portò ad intraprendere il noto cammino della Riforma. Martin Lutero, stimato in tutto il mondo, in Italia è stato sempre presentato come una sorta di ossessionato, pieno di problematiche medievali e con caricature che lo vedevano interessato solo alle salsicce, alla birra e alle donne. Ma è ovvio che questa illustrazione cattolico-romana non corrisponde affatto al vero, anche se ultimamente il Vaticano sta tiepidamente rivedendo la figura di Lutero. Sono in corso, infatti, interessanti traduzioni in italiano di alcuni suoi sermoni e di alcuni catechismi.   

 

   Per cominciare, credo sia doveroso leggere la testimonianza della conversione di Lutero. In essa il riformatore racconta di come ebbe, per la prima volta in via sua, coscienza di essere davanti a Dio, un pò come accadde ad Agostino. Il testo di Romani 1:17 lo faceva riflettere enormemente, e quando finalmente il Signore gli diede la rivelazione della Grazia, lui scrisse: "Mi sembrava di entrare in Paradiso con tutta la porta spalancata".

 

   Questa sua espressione mi è sempre piaciuta… Il confronto che Lutero ebbe con la Bibbia fu, come egli stesso scrisse, la sua "via di Damasco". Mediante le Scritture, Lutero non vedeva più l'uomo "incastrato" nella struttura medievale, ossia quell'uomo inserito in un percorso meritorio finalizzato a incontrare Dio (sul modello della Divina Commedia, per intenderci), ma attraverso la Bibbia Lutero vedeva l'uomo che stava di fronte a Dio e che solo da Lui poteva ricevere il perdono per la sua Colpa. E davanti a Dio, scriveva Lutero, si può stare solo in uno dei due modi: giustificati o non-giustificati... 

 

   Ma, come ho detto, mi è stato chiesto di consigliare qualche titolo da leggere per poterne sapere di più e per potersi districare nel mare delle molte pubblicazioni. Bene, Lutero ha scritto moltissimo, ma secondo me le cose migliori sono quelle che ha scritto intorno al 1520, un periodo molto produttivo e soprattutto molto significativo per il riformatore. Sono proprio questi gli anni in cui si delinea nei suoi scritti il reale profilo delle sue intenzioni, e chi vuole veramente conoscere il pensiero di Lutero non può non leggere i trattati di quel periodo. Oltre il noto problema delle indulgenze, infatti, è in quel tempo che Lutero comincia a maturare anche gli altri aspetti, rendendosi conto di come l'errore non sia limitato ad un solo ed isolato concetto dottrinale, ma sia invece figlio di un "ceppo" (quello cattolico-romano) da rivedere completamente. Insomma, Lutero passa da una sorta di disputa accademica ad una vera e propria necessità di un risveglio spirituale. 

 

   Un'ottima pubblicazione da leggere, quindi, è il Sermone sul Tema delle Buone Opere riportato in un trattato del 1520. In esso Lutero spiega come le opere non siano la condizione per la Salvezza, come il cattolicesimo erroneamente insegnava e ancor oggi insegna, giungendo a smontare l'intero impianto meritocratico.

   Questo impianto, non c'è dubbio, era da riformare!

   In questo trattato, Lutero afferma: "Quando esalto la fede e respingo le opere dell'incredulità, mi accusano di vietare le buone opere (proprio come fanno oggi, lo vedete?...), mentre io proprio vorrei insegnare le vere buone opere della fede".

 

   Ma lasciate che vi citi anche il seguito di questa bella esposizione: "...L'obiezione di alcuni che dicono che noi proibiamo le opere, quando predichiamo la fede sola, è simile alla parola che io potrei rivolgere ad un infermo: Se tu avessi la salute, godresti dell'opera di tutte le tue membra; ma senza la salute tutto il lavoro delle tue membra è vano; ed egli volesse dedurre da ciò che io abbia vietato l'opera delle membra, mentre io avevo voluto dire che prima ci deve essere la salute, per poter poi compiere le opere di tutte le membra. Dunque anche la fede deve essere maestro e capo di tutte le cose, altrimenti esse non sono nulla". Meravigliosa esposizione... ma quanti di quelli che affermano che Lutero non apprezzava le buone opere, l'hanno mai letta?! Una buona affermazione che riassume il concetto di Lutero è che "le opere derivano dalla fede, ma non la fondano..." E' un concetto, questo, che il cattolicesimo non comprende e che anzi distorce, giungendo a dire che gli evangelici non apprezzano le opere... ma è ovvio che così non è.

 

   Lo stesso riformatore infatti, nel medesimo trattato, scriveva: "Se le opere non seguono, è certo che questa fede di Cristo non abita nel cuore, ma è morta". Insomma, non mi sembra questa una dottrina così... eretica, non trovate? Come Lutero insegnò, le opere sono doverose e lo stesso Vangelo insegna come Dio le gradisca, ma non sono meritorie ai fini della Salvezza. Semplice e chiaro. 

 

   E' sempre di quel periodo (il 1520, un vero e proprio "anno d'oro"), un'altra interessante pubblicazione che a mio parere andrebbe conosciuta. Si tratta di una confutazione accademica ed un appello alla Riforma, rivolto alla nobiltà cristiana della Germania. Il titolo italiano di questo lavoro, infatti, è proprio "Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca", e in esso Lutero sostiene anche un altro argomento, quello del sacerdozio per tutti i credenti. Lutero non vuole negare che esista una distinzione nel servizio, nè che diversi siano i ruoli ministeriali, ma afferma che tutti hanno il medesimo status davanti a Dio. Da leggere, non c’è dubbio. 

 

   Nell'estate di questo stesso prolifico anno, esce il trattato "Sulla cattività Babilonese della Chiesa". In questo scritto Lutero riscopre i 2 sacramenti cristiani, ossia il Battesimo e la Santa Cena. Riguardo la confessione cattolica, poi, il riformatore ci ha messo un pò per comprendere come essa non sia un sacramento, e questo trattato è utile per capirne il punto di vista. 

 

   Ma l'opera che a me piace in modo particolare (una preferenza personale, naturalmente...) è quella scritta qualche mese più tardi, "Trattato sulla libertà del cristiano", un trattato che consiglio vivamente. In esso Lutero medita sulle potenzialità etiche che la Grazia per fede implica. Il trattato parla del credente che risponde e agisce (anche con le opere) in virtù della Grazia ricevuta. E' questo ciò che, secondo Lutero, rende il cristiano veramente LIBERO. Vedete, mentre il Medioevo legava religiosamente i credenti e li obbligava alle opere meritorie, la riscoperta Grazia di Dio li rendeva finalmente liberi di operare. Non si opera per meritarsi la Salvezza, ma si opera perchè si è liberi di farlo, in virtù di una Salvezza già ricevuta per fede. Si può essere servi solo se si è veramente liberi di esserlo, altrimenti saremmo schiavi. Questo concetto possiamo vederlo nello scritto dello stesso riformatore, il quale afferma che "un cristiano è un libero signore di tutte le cose, e in virtù di questo è servo di tutti". Un trattato, questo, da non perdere e che tutti coloro che vogliono conoscere il riformatore dovrebbero leggere ed apprezzare. 

 

   Questi, cari, sono i cardini del Risveglio poi sviluppatosi nel tempo, un Risveglio in cui milioni e milioni di persone si sono riconosciute scoprendo che Lutero non era "solo un monaco uscito di senno", ma era invece una persona a cui Dio stava rivelando qualcosa.

   Ecco perchè non credo che la Riforma, sebbene sia parte della storia, vada limitata al periodo specifico, perchè credo che essa sia invece un vero e proprio principio vitale. Un principio che continua ancor oggi e che, piacendo al Signore, andrà avanti sino al Suo Ritorno.

 

   Buona lettura

 

 

 

 

 

 

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