

Se il diavolo fosse una creatura umana non sarebbe difficile risalire alle sue origini attraverso i registri angrafici. Trattandosi invece di un personaggio spirituale di vasto dominio, possiamo sapere di lui quel poco, che è pur molto, che troviamo nella Scrittura, sia pure in forma misteriosa ma che lo Spirito Santo chiarisce al nostro spirito con la sua divina rivelazione.
In Isaia 15:3-15 vi è il primo cenno.
La profezia si riferisci primariamente alla detronizzazione e morte del re di Babilnia, ma dal versetto 12 non può riferirsi più ad una creatura umana e terrena, bensì ad una creatura spirituale. Il re di Babilonia poteva essere, come lo fu, atterrato dal suo trono, ma non poteva cadere dal cielo. Poteva avere la presunzione umana di innalzarsi su altre nazioni, ma non di innalzare il suo trono sl di sopra delle stelle di Dio e di essere simile all'Altissimo.
Anche in Ezechiele 28:1-10 la profezia si riferisce alla pretesa deificazione del re di Tiro, ma dal versetto 11 al 19 si riferisce a un cherubino, come in Isaia, cioè a una creatura celeste e non terrena, ad una creatura che si ribella all'autorità divina perchè vuole essere pari a Dio.
Ezechiele ne decanta prima la perfezione e la posizione, poi ne illustra la ribellione e la punizione. Dice: "Tu mettevi il suggello alla perfezione". Al di sopra di questa creatura non vi era altro essere più perfetto, se non Dio stesso che è la perfezione assoluta; essa occupava il primo posto dinanzi al trono di Dio, era un cherubino. I cherubini compaiono per la prima volta nella Scrittura nel libro della Genesi (3:24), ove sono posti come guardiani dell'albero della vita; ma cronologicamente, l'episodio contenuto in Isaia ed Ezechiele, testè citato, è anteriore a quello contenuto nella Genesi, senza possibilità di calcolo di tempo.
Nell'Eden della Genesi (3:24) vi sono più cherubini, i quali sono costituiti protettori dell'albero della vita dopo la caduta dell'uomo nel peccato. Invece nell'Eden di Ezechiele c'è un solo cherubino protettore in cielo, in sottomissione di servizio a Dio, quale capo di tutte le schiere delle creature celesti: angeli, arcangeli, serafini e cherubini, per rendere onore e gloria a Dio (Isaia 6, Ezechiele 1 e Apocalisse 4).
Il cherubino protettore, perfetto in saggezza e in bellezza, pieno di ricchezze spirituali, elevato in una posizione di alta dignità, peccò di orgoglio nel suo cuore perchè voleva la parità con Dio. Disse nel suo cuore: "Io salirò in cielo, eleverò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; io m'assiderò sul monte dell'assemblea, nella parte estrema del settentrione, salità sulle sommità delle nubi, sarò simile all'Altissimo" (Isaia 14:13-14). Ma Dio, che legge i pensieri, gli dette in risposa una giusta retribuzione. Il cherubino non solo non poté divenire pari a Dio, ma perse il suo posto di preminenza e dignità. Fu scacciato dalla presenza di Dio e da quel momento fu decretata la sua finale condanna. Da angelo perfetto che godeva la comunione con Dio, divenne Satana, cioè avversario di Dio in ogni cosa.
Nei versetti di Isaia ed Ezechiele, quindi, troviamo una sintesi della storia satanica, dall'inizio alla fine, come il cherubino venga scacciato dalla presenza di Dio, poi atterrato, ed infine gettato nel soggiorno dei morti.
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Tratto dal libro "Nel mio Nome cacceranno i demoni", di Giovambattista Racioppi, ed. EUN - La grafica del titolo è a cura del Ministero Vita Abbondante
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