

Dopo la meravigliosa esperienza della nuova nascita, un'altra importante sfida si pone
davanti alla persona redenta: la decisione di vivere in accordo alla nuova condizione spirituale
Ricevere il Signore Gesù Cristo nella propria vita significa dare il via ad una conversione, un vero e proprio cambio di rotta del proprio cammino. Eppure, nonostante abbia il Signore nel proprio cuore e pur avendo ricevuto per Grazia una salvezza eterna, il credente è comunque chiamato ad impegnarsi in questa vita per rinnovare il suo modo di pensare.
La mente e il pensiero del credente, dal momento in cui Cristo viene a dimorare in lui, ha bisogno di allinearsi alla nuova condizione spirituale che la salvezza ha comportato. Il credente ha bisogno di rinnovare la propria mentalità e il proprio cammino.
Guarda questa scrittura: "E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio" (Romani 12:3). Questo è un avvertimento indirizzato ai santi, cioè a coloro che hanno ricevuto salvezza da Cristo, e non ai perduti. I santi, quindi, sono coloro chiamati a rinnovare la loro mentalità, il loro cammino.
Una mentalità rinnovata è importantissima per un cammino in linea con Dio.
Ricevere la salvezza è fondamentale e questa è esclusiva opera di Dio, ma vivere poi in accordo a questa nuova condizione di vita dipende anche da noi.
I credenti, insomma, devono rinnovarsi.
Il fatto è che rinnovare il carattere, cambiare il proprio modo di pensare, è una delle sfide più impegnative che un credente possa affrontare.
E' nel carattere e nella mentalità, infatti, che si gioca la partita, e l'apostolo Paolo ha dato un grande risalto a questa sfida: "Per spogliarvi, per quanto riguarda la condotta di prima, dell'uomo vecchio che si corrompe per mezzo delle concupiscenze della seduzione, per essere rinnovati nello spirito della vostra mente..." (Efesini 4:22-23).
In cosa un credente dovrebbe rinnovarsi? Nella sua mentalità.
Nel suo modo di pensare.
La nostra mente non è stata istantaneamente redenta come è successo per lo spirito. La redenzione della nostra mente passa per il suo rinnovamento nel tempo, e di questo tutti noi dobbiamo esserne consapevoli. Come potremmo, del resto, spogliarci del vecchio modo di pensare, se prima non lo riteniamo inadatto e da cambiare? Come potremmo mai rinnovarci mentalmente se continuiamo a ritenere perfetta la nostra mente?
Quello che spesso viene sottovalutato è che il processo di rinnovamento della mente non vede soltanto l'acquisizione di nuove informazioni. Esso include anche l'abbandono di quelle vecchie. Prima di rivestirsi del nuovo, occorre spogliarsi del vecchio. Questo, forse, è l'aspetto più faticoso del rinnovamento della mente. E quando un credente rifiuta di sottoporsi a questo cambiamento, invece di crescere nella fede, ingrassa.
I credenti che l'apostolo Paolo definisce carnali, del resto, altro non sono che persone che pur avendo frequentato la chiesa tanti anni, pensano e ragionano come un neofita in Cristo. Solo che il neofita, a motivo della sua giovane età, è ancora un bambino nella fede ed è quindi in un certo senso giustificato, mentre se la stessa condotta o lo stesso modo di pensare ce l'ha chi dovrebbe invece essere maturo, ecco che la definizione cambia in carnale.
I cristiani carnali, in pratica, sono dei bambini fuori età!
Sottoponiamo noi stessi, dunque, al rinnovamento della nostra mente, affinché non siamo più bambini e il Signore possa usarsi di noi come di persone adulte e affidabili. Lasciamoci ammaestrare dalla Parola di Dio e dai ministri che il Signore pone nel nostro cammino, e ringraziato sia Iddio per i pastori e per quanti si affaticano giorno dopo giorno per la crescita del Corpo di Cristo. Sì, perchè il pastore della chiesa locale o il ministero che si sta servendo sono i primi strumenti che il Signore adopera per il rinnovamento di ogni credente, strumenti che dobbiamo imparare ad apprezzare e a sostenere con le nostre preghiere.
Con affetto nel Signore,

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