Israel today 2006 – Conferenza «Saliamo a Gerusalemme» – Intervista con David Wilkerson
Nel 1958 David Wilkerson cominciò a evangelizzare membri di bande e tossicodipendenti a New York, e più tardi, nel 1987, fondò la Times Square Church. Egli scrisse di questo suo ministero nel famoso libro "La croce e il pugnale".
Per Israele ha sempre avuto un messaggio forte e senza compromessi. Nella sua ultima visita Wilkerson ci ha portato un messaggio di speranza e incoraggiamento durante una conferenza di tre giorni a Gerusalemme alla quale hanno partecipato circa 3'000 persone provenienti da tutta Israele: ebrei messianici, credenti arabi, cristiani e volontari che vivono nel paese. Fuori programma ci ha dedicato una parte del suo tempo rispondendo all'intervista della nostra giornalista Nicole Jansezian.

DW: Siamo venuti per dire a Israele, nel nostro piccolo, che anche se avete meno amici, c'è un gruppo di cristiani evangelici che credono che voi abbiate un destino speciale – che su questa terra Dio ha fatto un patto con Abramo che sussiste fino ad oggi e che il Messia sarà veramente rivelato.
DW: Credo che ci sarà un attacco da parte dei nemici di Israele. Ci sarà distruzione, ma Dio interverrà! Nel 1967 accadde qualcosa di straordinario quando i carrarmati nemici scapparono davanti alle forze aeree israeliane. Non un colpo andò a vuoto, ogni carrarmato fu colpito al primo bombardamento. Fu straordinario vedere un piccolo esercito combattere contro masse di nemici. In quel caso ho visto accadere un miracolo per la salvezza d'Israele. Quella volta mi convinsi perfettamente del piano di Dio per Israele.
Prima della venuta del Messia, prima del ritorno di Cristo sulla Terra ci sarà un tempo di grande tribolazione. Ma prima dell'ora della notte splenderà ancora la luce. Per i credenti evangelici quella luce sarà la rivelazione soprannaturale di Cristo e non attraverso la predicazione. Questo è il messaggio di speranza: chiunque avrà amato e pregato per Israele non vedrà la sua distruzione ma vedrà avanzare la nuova Israele.
Questa nazione è nata in un sol giorno, esattamente come i profeti l'annunciarono. Tutti i profeti hanno parlato di come le nazioni si uniranno contro Israele e del fatto che Gerusalemme diventerà il più grande fardello del mondo intero. I profeti erano convinti che Israele sarebbe stata distrutta, ma il suo destino si realizzerà. Questo è un messaggio di speranza.
DW: Il solo modo in cui Israele potrebbe riconoscere Cristo come Messia è nel vedere il vero nel del corpo dei credenti cristiani. L'apostolo Paolo disse: "La ragione per cui predico ai gentili è che voglio vedere l'immagine di Cristo in essi tanto da fare ingelosire i giudei."
Questo solleva la questione di cosa si vede nella Chiesa oggi – cosa farebbe desiderare a un giudeo di diventare credente in Cristo quando nelle televisioni cristiane si chiedono soldi? Sono diventate covi di ladri che vendono la guarigione per $1'000. Se fossi un giudeo vomiterei. E cosa dire delle denominazioni negli Stati Uniti che tagliano i loro investimenti in Israele? Cosa significa questo? Possono i giudei ingelosirsi vedendo questo Cristo in noi? Se fossi un giudeo, non vorrei avere niente a che fare con molta della cristianità di oggi: soldi, materialismo, apatia. Come possono i leader di questa Chiesa stare dalla parte dei nemici di Israele? Non penso che si possa essere un vero cristiano e divorziare da Israele!
DW: Io non credo che Israele sostituisca la Chiesa, credo invece che Israele poggi su due piedi: Giudei e Gentili uniti in Gesù Cristo. Prima di tutto i credenti hanno bisogno di capire cosa dice la Bibbia su Israele. Quelli che conoscono le Scritture devono anche prendere posizione. Io ho 700'000 persone nella mia mailing-list e prendo posizione per Israele, ma spiego anche perché.
Delle persone affermano che Dio non si occupa di Israele, perché questa ha rotto il patto con Dio e perché oggi è solo un'altra repubblica delle banane. Li sento schernire Israele, prendersela con i giudei. Questa è la cosa più spaventosa. Questo ferisce la nostra economia, danneggia il nostro Paese. Proverò a scrivere una lettera al presidente degli Stati Uniti dicendogli che, se mai lui fosse coinvolto nella divisione di Gerusalemme, Dio giudicherà l'America con ira furente.
DW: Sono arrivato vent'anni fa a New York. Dio sussurrò al mio cuore: "Se tu onorerai Israele non ti mancheranno i fondi e Io ti benedirò." Noi siamo amici della nazione giudaica e Dio ci ha benedetti. Probabilmente abbiamo valori per più di $70'000'000 in proprietà, scuola biblica e una chiesa proprio nella Times Square, in uno dei più grandi teatri di Broadway – e la nostra gente ama Israele.
DW: Ho 75 anni, ho predicato per 50 anni e vedo le cose giungere all'apice. Ascolto i profeti pagani: "l'influenza aviaria può uccidere molte persone in poco tempo"; "il contagio dell'influenza aviaria agli umani cambierà il mondo in una notte". A New York vivono con costante paura. I servizi di sicurezza dicono che scoppierà una bomba, ma non si sa quando. C'è qualcosa nell'aria, ognuno lo sa e si aspetta la goccia che fa traboccare il vaso. Nessuna nazione è al sicuro. Ma per il vero credente questo è un tempo buono, perché sa che i cuori si apriranno e la gente cercherà coloro che non hanno paura di morire, che guarderanno la morte diritto in faccia dicendo: "Ho speranza, ho Cristo, ho pace, non correrò a nascondermi. Non accumulerò cibo e acqua per provare a salvare la mia famiglia. Andrò fuori a mostrare che Cristo è vivo. E se muoio, bene." ■
Intervista di Nicole Jansezian rilasciata per Israel Today